Il Tosco l’ha vista cosi’

Scritto dail 30 Ottobre 2019

Il Tosco l’ha vista così
Bologna Sampdoria 2-1

La partita si è sviluppata su binari apparentemente incerti ma la vittoria del Bologna è molto più netta del risultato finale e di quanto prodotto statisticamente dalle squadre in campo.

La superiorità dei rossoblu mi è apparsa netta sia per qualità che per quantità delle giocate, così come la assoluta voglia di portare a casa i 3 punti.

I blucerchiati non hanno quasi mai sviluppato azioni manovrate o congeniate con una certa linearità, si sono sempre e solo affidati a giocate estemporanee cercando di portare uomini in zona rifinitura più per esseri pronti al pressing una volta persa palla, che per la reale volontà di riempire l’area per segnare.

Mi sono apparse anche poco logiche, finanche pretestuose le mica tanto velate critiche di una certa opinione pubblica che ha parlato di un Bologna meno bello del solito, tanto da far spazientire in mix zone una persona solitamente molto attenta alle disamine come Rodrigo Palacio che ha ribadito come la squadra, di cui lui è uno dei leaders, non ha il problema del gol: infatti 12 reti in 9 partite non mi sembrano numeri di un attacco asfittico.

E il Trenza ne ha ben donde di lamentarsi dopo aver visto la sua squadra produrre tante trame di gioco su entrambe le fasce, perché Skov Olsen in poco più di una frazione di gioco si è comunque disimpegnato in un numero discreto di tentativi mentre dalla parte opposta Sansone e Krejci hanno imperversato contro il povero Bereszynski che non ha tenuto mai nell’uno contro uno.
Che dire poi della coppia centrale Colley – Murillo che non solo non ha trovato il modo di arginare uno strepitoso Palacio ma non ha praticamente mai partecipato alla fase di impostazione da basso della manovra blucerchiata, ormai condizione indispensabile per far partire le azioni di una squadra che ha intenzione di giocare un calcio se non proattivo almeno pianificato.

Insieme a tutto ciò ci aggiungiamo un centrocampo, il nostro, mai in difficoltà vera, se si eccettua qualche minuto della ripresa (qualche minuto, occorre ricordare), quando infatti sono poi stati sostituiti prima Dzemaili, per dare più forza alla prima linea con Santander e poi Poli, per dare più geometrie e corsa con Schouten.

La fase difensiva infine in 90 minuti, ha concesso un (1) tiro a Quagliarella (che qualche buontempone voleva che Saputo acquistasse a suon di milioni di euro a Gennaio scorso) ad inizio ripresa su rimpallo vinto e parato da Skorupski ed un gol bellissimo quanto casuale di Gabbiadini (casuale perché di errori come quello di Orsolini se ne fanno si e no uno a campionato).

Non dimentico il palo del primo tempo colpito da Manolo che però è stato frutto di una carambola non certo di un errore difensivo dei rossoblu, eppure qualche mente illuminata ha parlato di una prestazione un po’ sottotono del Bologna ed il sottoscritto, avendo la sventura – perché a volte è tale – di praticare lo stadio Dall’Ara, ha sentito più di un mugugno e qualche fischio ad un certo punto del secondo tempo.

Forse questi signori non riescono a rendersi conto del poco che si vede in altri campi: meglio sarebbe essere contenti di un gruppo – staff e calciatori – seri e motivati, capaci di regalarci partite come quella di ieri che ripeto, è stata vinta fin troppo meritatamente.
Coloro che criticano sempre e comunque a Bologna hanno un nome – se lo sono dato da soli tra l’altro – maigoduti: lo ha sottolineato anche Palacio, mica il primo che passa per strada.

Questa è l’unica nota negativa di una domenica apparentemente felice, ma ormai Bologna è una città tossica, dove diventa difficile anche andare allo stadio a vedere i rossoblu vincere: i nuovi “tifosi ambiziosi” stanno prendendo il sopravvento rispetto a quelli che si accontentavano…e godevano.

Tosco Madeinbo


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