Il Tosco l’ha vista cosi:

Scritto dail 16 Settembre 2019

Il Tosco l’ha vista così:
Brescia- Bologna 3-4

Vittoria che poteva sfuggire come a Verona, contro una squadra modesta, in inferiorità numerica per tanta parte di gara, e bene ha fatto a rimarcarlo Mihajlovic durante l’intervallo della partita ai suoi giocatori ed al suo staff, così come dalla finestra della sua stanza di ospedale quando la squadra – compiendo un gesto carinissimo – è andata ad augurare la buona notte al suo condottiero.

Si perché, chiunque azzardi a raccontare altro è un illuso o peggio ancora, più subdolamente, vuole illudere chi legge la classifica e vede un effimero secondo posto;
effimero perché è inutile negare che il calendario ci ha aiutato così come la dabbenaggine di due squadre che sono rimaste in 10 per larghi tratti della partita e che porterà ad alterare tutte le statistiche in cui il Bologna primeggerà ancora per qualche settimana.

Pastura per pesci che abboccano all’amo di chi prima sbrocca e poi incensa, che impreca per la mancanza di un attaccante da doppia cifra, che nel nostro caso farebbe la stessa fatica di tutti – stante il sistema che porta a segnare tanti calciatori differenti (6 reti con 6 marcatori diversi) – basta con la storia della punta da doppia cifra: si dovrebbe sbattere come fanno gli altri e farebbe un gol ogni tanto così come gli altri appunto.
Insomma pastura dicevo per quelle persone un po’ superficiali che ragionano guardando classifiche e statistiche, senza tenere conto della particolarità di almeno due partite sulle tre giocate fino ad oggi, se si vuole essere onesti intellettualmente.

Bologna arruffone, ancora lontano da quella meravigliosa macchina del girone di ritorno del campionato scorso – ma non nelle intenzioni per fortuna – nelle giocate dei singoli si e nello stato di forma di alcuni suoi interpreti.
Tutti, chi più chi meno, sotto tono a Brescia così come a Verona e per fortuna che gli avversari si ammazzano da soli.
Portiamo a casa tre punti utili per affrontare i tempi di vacche magre che prima o poi, come è normale che sia, arriveranno.

La partita ha fornito poco da un punto di vista tattico: bravo Corini all’inizio nell’imbrigliare l’uscita in palleggio dei rossoblu nelle vie centrali (che sono poi le più praticate ad inizio manovra dal Bologna), non facendosi ingolosire dal pressing alto così da compiacere l’arrembante pubblico del nuovo Rigamonti alla prima in casa ma, al contrario, ha atteso che gli ospiti cominciassero a specchiarsi nel loro gioco poco efficace per poi colpirli laddove, in questo momento, sono più vulnerabili, cioè nella fase di difesa posizionale: lì il Bologna ha ancora un po’ di cose da sistemare.

Primo gol subito a difesa schieratissima: pigro Tomiyasu nel contrastare Mateuj, in ritardo Dzemaili su Romulo che si sbarazza della marcatura blanda dello svizzero per scodellare un pallone lento e ben leggibile in mezzo all’area, dove Denswill perde Donnarumma e Skorupski reagisce in ritardo sul colpo di testa dell’attaccante bresciano.

Raddoppio subito su una seconda palla derivante da calcio piazzato, così come il terzo direttamente da corner, quindi in entrambi i casi a difesa schierata.

Eppure i problemi, come in tanti sottolineavano, spesso a sproposito, dovevano venire dalle transizioni passive, mah?

I problemi arrivano sempre dove meno te l’aspetti, e la difesa posizionale al momento è il vero problema del Bologna che invece, in campo aperto, sembra più o meno arrangiarsi, trovando certezze nelle marcature preventive e leggendo bene le traiettorie da intercettare: in tre partite ricordo una sola ripartenza pericolosa subita, quella di Di Francesco contro la Spal!

La fase offenisva è lenta nel giropalla anche se le idee per fortuna ci sono, fatica a trovare giocate importanti quando la gara è su binari normali poi a giochi compromessi si vede un’altra roba, che è il bello del calcio: un disordine tattico, una sorta di viva il parroco, del tutti all’attacco, che produce due gol su calcio piazzato e due gol su giocate simile: Sansone palla sopra la linea per l’accorrente Orsolini, il quale controlla di sinistro e mette in mezzo per all’accorrente Palacio che trasforma e lo stesso Palacio dalla posizione precedente di Sansone (quindi difficilmente un caso) stavolta alza – sempre sopra la linea – una palla coi giri contati ancora per Orsolini che insacca al volo.

In mezzo ripartenze sbagliate di un soffio, gol mangiati per eccesso di foga (Santader), errata mira (Sansone), poco altruismo (Skov Olsen) e vabbè, alla fine, anche questa è andata.

Adesso spererei in una serie di partite normali, giocate in parità numerica, senza l’assillo di dover vincere perché sulla carta favoriti – come nelle prime tre gare – così da poter avere una idea più precisa sul nostro Bologna che comunque, giova ricordare, alcuni concetti fondamentali in testa li ha, eccome!

Tosco Madeinbo


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