Il Tosco l’ha vista così

Scritto dail 5 Agosto 2019

Il Tosco l’ha vista così

Continuo a vedere linee di gioco consolidate, giocate automatizzate, risalite del campo palla al piede improntate sulla forza di Djks e Orsolini e sulla tecnica di Sansone, Palacio e Soriano; insomma a me sembra sempre il Bologna delle 17 giornate di Mihajlovic.
Bel segno, perché non è mica scritto che quanto intrapreso poi verrà replicato, il calcio non è così, sarebbe troppo semplice: chi ben finisce un campionato gioco forza ricomincia altrettanto bene il successivo, ma non è sempre così.

Noi invece siamo sulla strada giusta al netto dei risultati, di alcune imperfezioni difensive che lasciano il tempo che trovano, è la qualità del gioco che mi da tante certezze!
Quella non si inventa, non si compra al mercato, bisogna lavorarci e lavorarci sodo: solo così arrivi ad avere a portata di mano “il tuo gioco”, una sorta di coperta di Linus utile per ripararsi in caso di brutti momenti.
Col gioco ne vieni sempre a capo, con altre qualità meno.
Una squadra può essere fisica, ateltica, temperamentale, ma se non si appoggia al fraseggio e alla tecnica non va tanto lontana.
La partita di ieri ne è stata la prova: inizio da squadra di categoria superiore poi calo fisico e forse di concentrazione e ne siamo venuti a capo col gioco, tornando in possesso del palleggio attraverso le solite trame di gioco.
Secondo me il vero aspetto di cui essere contenti: si gioca a calcio.

Il Bologna ha tanta tecnica a disposizione e quando ben distribuita riesce a distendersi sempre molto bene sul campo.
Se non arriva subito al tiro è capace anche di palleggiare nella metà campo avversaria, cercando la superiorità numeriche sulle fasce, per fare entrare un centrocampista a rimorchio, aspettando la sovrapposizione da dietro o centrale di un esterno, così come servire il taglio di Soriano e della punta centrale.

Insomma tante soluzione per aprire la scatola della difesa avversaria che riesce quasi sempre, i tre gol a partita, quasi di rito, sono lì a dimostrarlo.

Ultima annotazione riguardo Skov Olsen: anch’io come tutti voi mi sono stropicciato gli occhi sull’azione del pareggio di Svanberg, dove il danese ha fatto un gioco di prestigio attirando a se tre avversari per poi scaricare all’accorrente Donsah, sottolineando una volta di più che le aspettative su di lui sono giuste, ma da qui a pensarlo titolare al posto di Orsolini, ce ne passa molto.

Ricordiamoci bene di quanto e di cosa è capace Riccardo: fase difensiva, ripartenze, colpi di testa per spizzate in lanci obbligati dalla difesa, uno contro uno per creare superiorità numerica, una fisicità a volte strabordante e gol, tanti gol.
Per panchinare Orsolini non basta uno bravo a fare alcune cose ma uno capace di tutto questo.
Non voglio certamente sminuire le qualità di Skov Olsen che sono talmente cristalline da lasciare ben sperare, ma la serie A per ora è roba ancora di Orsolini, il giovane danese potrà essere un utilissima alternativa.
Di tempo ne ha e ne avrà tanto a disposizione per farsi apprezzare.


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