Lo switch tattico.

Scritto dail 25 Luglio 2019

Lo switch tattico.

Per dare continuità al mio precedente articolo, vorrei articolare meglio il concetto dei moduli fluidi, visto anche l’attualità data dalla partita del Bologna in occasione del test, seppur modesto, di sabato scorso.

Affrontando una squadra che difendeva con una linea di 4 difensori, lo staff tecnico del Bologna ha deciso di attuare un 3 4 3 capace di attaccare il lato debole della difesa creando superiorità numeriche sulle fasce per attirare in un 2 contro 1 i terzini avversari.
Sarà interessante capire se questa opzione verrà confermata anche contro difese a 3 (ricordiamo che nel campionato italiano se ne incontrano tante: Atalanta, Inter, Lazio, Torino, Udinese, Spal, Verona ad esempio) o se si opterà per inserire un uomo tra le linee, ad esempio Soriano ( 4 2 3 1 per intenderci) utile per far uscire un difensore centrale disordinando il più possibile l’assetto difensivo avversario.

Passare da un sistema di gioco all’altro è ormai divenuto indispensabile nel calcio contemporaneo, ci si deve adeguare a ciò e leggere le partite in maniera analitica per prendere le necessarie contromisure, il più rapidamente possibile.

Ormai tutte le squadre devono adattarsi ai momenti in cui gli avversari si rendono superiori o comunque ti creano qualche difficoltà, ed è giocoforza dovere accettare la situazione quindi commutare, switchare appunto, da un sistema all’altro, per limitare i danni.

Ecco allora che un 4 3 3 si trasforma in 4 5 1 o un 3 5 2 diventa un 5 3 2, tanto per citare fotografie tattiche tra le più consuete e di facile interpretazione anche per i meno esperti.

Ma il vero switch tattico è quello pianificato per disordinare gli assetti difensivi avversari, in sede di preparazione della partita: non si parla di soli interscambi di posizione tra giocatori, ma proprio di inversioni di moduli, o di interpretazioni diverse, tali da concretizzarsi poi, in partita, facendo diventare la stessa di un certo tipo a seconda del momento, un mascheramento tattico da svelare subito o durante la partita stessa.

Il Bologna di Mihajlovic, la passata stagione, ne è stato un esempio lampante e da come si comincia ad intravedere, anche quest’anno non dovrebbe fare diversamente: una squadra liquida, nell’accezione postitiva del termine, cioè capace di penetrare dove la materia sarebbe un freno in fase di possesso e solida invece in difesa, dove la compattezza, la consistenza e la praticità, diventano requisiti indispensabili.

Ecco che lo schema varierà da una fase propositiva in quel 3 4 3 accennato già contro la Virtus Bolzano, ad un più pratico e solido 4 4 1 1 difensivo ( come si evince dalla foto) quando sarà necessario ricompattarsi sotto la linea della palla (dove l’1 Destro – ad esempio – lavorerà per disturbare il giropalla fra i centrali difensivi, e l’altro 1, Soriano – altro esempio – agirà da schermo per non far ricevere palla al mediano basso avversario con funzioni di playmaking) riproponendo in caso di riconquista del pallone quel 4 2 3 1 così funzionale lo scorso anno, logico per la posizione che si era venuta a creare rientrando a difesa schierata – o per meglio dire – posizionale ( l’1 Soriano più l’1 Destro, ad esempio, permettono di distenderti in quel modo).

Praticamente, nella stessa azione di possesso-non possesso-ripartenza, la squadra ha cambiato tre volte assetto con gli stessi interpreti: ecco lo switch tattico!

Così come invece sarà opportuno in caso di situazioni di transizione attiva, il sapersi “distendere”, occupando le posizioni giuste utili poi nell’ avere il necessario equilibrio nel caso di perdita del possesso con relativa transizione negativa.

Ci sono alcune posizioni intermedie, spurie, ma utilissime per switchare da un modulo all’altro ed alcuni interpreti ne sono attori primari: Dijks, Orsolini, Palacio, Soriano ad esempio, sono giocatori che si adattano a fare tanti compiti diversi, con risultati sempre comunque positivi, ma anche le caratteristiche di alcuni nuovi arrivi permettono sfumature diverse dal recente passato: ne è un chiaro esempio Denswill, che essendo mancino e con piede particolarmente educato può allargarsi per dare ampiezza e quindi più linee di gioco da dietro (Lyanco in questo un po’ difettava) così come- per ora è solo un’ipotesi- dalla parte opposta potrebbe fare lo stesso Tomiyasu in alternativa a Mbaye.

Ecco allora che Orsolini da terzo di attacco diventa quarto della mediana, Palacio idem e addirittura può fare la stessa cosa sul lato opposto, così come la punta centrale, Soriano può ricoprire tutti i ruoli sotto o ai lati della prima punta, Djiks da quarto di centrocampo in fase offensiva a quarto di difesa: insomma con gli interpreti giusti, commutare il modulo diventa possibile e utile, e sta nello staff disegnare il vestito adatto alla rosa che si ha a disposizione; solo che non basta più il vestito da sera, quello buono per intenderci, durante la stessa partita devi mettere anche la tuta da lavoro quando serve o quanto meno jeans e maglietta.
Però, devi averli pronti, a disposizione, e non chiusi negli armadi magari in naftalina.

Ecco cosa sono i moduli fluidi e lo switch tattico: avere più vestiti (più moduli) e saperli indossare al momento opportuno e con rapidità, non solo alla bisogna ma anche come diversivo tattico; non solo in reazione ad un momento complicato, ma come arma tattica da sfoderare al momento opportuno per disordinare l’assetto difensivo degli avversari.

Dalle prossime amichevoli, certamente più probanti, vedremo cosa avranno studiato i tecnici del Bologna per aumentare il livello tecnico-tattico in funzione di una rosa che dovrà gradualmente inserire i tanti calciatori nuovi e quelli che pian piano stanno rientrando dalle vacanze: la giostra finalmente è ripartita.

Tosco madeinbo radio 1909


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnati con*


Continua a leggere

Articolo precedente

Pressing organizzato.


Thumbnail

Radio1909 Live

Ostinati e Contrari

Current track
TITLE
ARTIST