Analizzare e “criticare” una partita non è lesa maestà.

Scritto dail 8 Aprile 2019

Analizzare e “criticare” una partita non è lesa maestà.

Fatico a comprendere coloro che nel commentare articoli o post ( non solo del sottoscritto beninteso) escono da ciò che l’autore ha scritto per fare commenti completamente fuori tema o peggio mettendo in bocca allo stesso autore dell’articolo cose che non ha scritto.

In riferimento ad esempio al mio articolo sulla partita di Bergamo, in molti mi hanno attaccato dicendo che, avendo io difeso più di una volta Inzaghi, non potrei criticare Mihajlovic: di per se una sciocchezza in termini ma, nello specifico, chi ricordasse ciò che scrivevo su Pippo, non avrà dimenticato che le mie, più che difese, erano attenuanti, date dalla inesperienza (innegabile) e dalla malasorte (già più soggettivo come concetto).

Altro rimprovero verso ciò che ho scritto è che non avrei tenuto in considerazione che Sinisa avrà avuto le sue ragioni per fare quella formazione.
Vero, come chiunque aggiungo, quindi di per sé un non giustificazione.

Rimanere basiti e sorpresi in negativo perché una squadra becca quattro pere in un quarto d’ora è incriticabile solo perché fino ad oggi l’allenatore ha fatto bene (tra l’altro da me evidenziato all’inizio del mio pensiero)?

Sindacare su una formazione, quanto meno bizzarra, mandata allo sbaraglio, piena di giocatori che avevano fatto solo piccolissime apparizioni, non tenendo conto che avrebbero faticato a reggere i ritmi forsennati dell’Atalanta, è offensivo?

Fare la premessa che fino a giovedì Mihajlovic non aveva sbagliato niente, nemmeno quando abbiamo perso ad esempio ad Udine, dando maggiori responsabilità alla scempiaggine di Poli per il rigore causato, piuttosto che ad una squadra crollata fisicamente nella ripresa, non è bastato ad essere bollato come criticatore di Mihajlovic.
Il quale, pur facendo scelte come si dice ” ponderate”, perché “lui li vede tutti i giorni” ( altra banalità che infatti varrebbe per chiunque), non lo mette al riparo da eventuali errori, certamente in buona fede, comunque commessi giovedì sera.

Così come la bassezza di tirare ancora fuori il fatto che la squadra fatica perché la preparazione di Inzaghi è stata sbagliata: le preparazioni sono finalizzate a dei meso-cicli e mjcro-cjcli e lo staff di Mihajlovic ha già avuto tutto il tempo per intervenire su eventuali lacune dello staff precedente.
Quindi gli alibi sono finiti, le responsabilità di alcuni giocatori che non reggono tre partite in una settimana sono altre o di altri, Inzaghi ha già dato come colpe e scusanti, ad ognuno le sue: Krejici terzino ad esempio è un errore in cui sono incappati entrambi.

Il paragone tra i due non è neanche in discussione: il primo ha fatto male, il secondo sta facendo benissimo, al netto della trasferta di Bergamo.

Però sottolineare che giovedì sera sono stati commessi molti errori, così come pensare che battendo il Chievo tutto passa in cavalleria non è lesa maestà.

Sinisa disse che si sarebbe pensato ad una partita per volta mettendo sempre in campo i migliori.
Lo ha detto lui non altri!
Giovedì sera erano in campo i migliori?
Si è pensato a quella partita o più alle successive?
Le parole sono importanti e a volte si possono anche rettificare per una contingenza, insistere dicendo che si rifarebbero le stesse scelte è da sciocchi, dopo ciò che si è visto in campo.

Voi nella vita di sciocchezze ne avrete fatte tante, le rifareste?
Se si, sereste ancora più schiocchi.

Tosco madeinbo radio 1909

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