Ritorno al passato? Ecco l’Udinese di Nicola. 

Scritto dail 14 Marzo 2019

Ritorno al passato? Ecco l’Udinese di Nicola.

Nel girone di andata incontrammo battendola, una Udinese che tentava un calcio pensato e ragionato, che non aveva problemi a produrre gioco e occasioni, ma che faticava a trovare punti (vi ricorda qualcosa?).
Oggi o meglio fino alla scorsa partita, la trasformazione tentata da mister Nicola, subentrato a novembre, ha portato i friulani all’esatto opposto: squadra per nulla spettacolare, pragmatica e capace di sfruttare al massimo quello che passa il convento ( il rigore trasformato contro il Chievo, nel finale di una partita soffertissima, ne è la prova più evidente ).
Tredici punti in dodici partite sono un bottino sufficiente per una salvezza tranquilla, ma è l’unico dato confortante per il mister bianconero che, essendo un professionista preparato e attento, ha capito che il pericolo è dietro l’angolo e quindi sta pensando di mutare pelle alla sua squadra.

Fino alla scorsa partita, i friulani si schieravano con un 3 5 2 che aveva tre macroconcetti in fase di possesso: poco palleggio da dietro, risalita del campo attraverso portatori di palla capaci di strappi (Fofana, Mandragora, De Paul) e Okaka usato come perno sul quale appoggiarsi per far ruotare l’attacco quando la risalita è più complicata per via di spazi intasati.

Però? Però evidentemente qualcosa non aggrada Nicola perché stante le notizie che arrivano da Udine, starebbe apportando cambiamenti sostanziali nello schema iniziale: 4 3 3 con Sandro recuperato come mediano basso, Mandragora- Larssen coppia di interni, Okaka punta centrale con De Paul e Pussetto ai lati.

Cosa andrà cercando il mister bianconero con questo assetto?
Forse come idea iniziale c’è quella di non concedere al Bologna troppo campo ad inizio manovra, con i tre attaccanti pronti a disturbare il pallegio basso per togliere certezze ai rossoblu, mentre in fase di possesso potranno sfruttare l’ampiezza degli esterni cercando compattezza dentro al campo dove il Bologna ha dimostrato di aver cambiato passo con l’arrivo di Soriano.

Altro non mi è dato di sapere, visto la poca chiarezza che ha contraddistinto il percorso dei friulani durante tutta la stagione.
Squadra poco decifrabile, capace di qualche fiammata e di tanto gioco rabberciato, masticato, poco lineare.
Certo le individualità non mancano, soprattutto dalla metà campo in su, ma raramente emergono in un contesto deprimente come il nostro: non a casa Bologna e poi Udinese sono le squadre che maggiormente hanno perso negli ultimi campionati di quelle presenti in serie A.
Triste primato da condividere, ma la speranza è che da qui a poco possa avvenire l’avvicinamento e il sorpasso.
Potrebbe già succedere nelle prossime due giornate di campionato.

Tosco madeinbo radio 1909

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