Il Tosco l’ha vista cosi’: Cagliari-Bfc1909

Scritto dail 14 Marzo 2019

Il Tosco l’ha vista così:

…..dove è vulnerabile allora la squadra sarda?
Faticano a controllare gli inserimenti a centrocampo soprattutto tra le spaziature che si creano dietro la linea mediana sopra gli esterni bassi: lì,in posizione di rifinitura, sul centro destra o centro sinistra, non riescono a compattarsi bene, lasciando spesso la linea difensiva in parità numerica, con letture difficili da fare e scelte non sempre azzeccate…. Soriano e Sansone potrebbero risultare finalmente determinanti….

Parto con uno stralcio della presentazione del Cagliari che ho fatto per Zerocinquantuno e per Radio 1909 sabato scorso, per farvi capire che a volte le squadre, quando hanno un gioco codificato, guadagnano in solidità, ma diventano ” leggibili “: si possono dunque, creare giocate “su misura”, per sfruttare i loro punti deboli.

Meglio quadrati e scontati o un po’ disordinati ma meno prevedibili?

I team degli allenatori professionisti, analizzano in video le partite degli avversari e costruiscono sulle eventuali carenze, giocate adatte alla partita specifica.

La rete del 2a0 è sortita da una ( non l’unica ) giocata in una zona di campo sempre molto complicata per chi difende con una linea mediana a tre: spesso gli esterni bassi (Pellegrini in grande difficoltà su Orsolini, Srna meno, ma in occasione del 2 a 0 tutta la fascia destra difensiva del Cagliari collassa prima col tentativo di Palacio poi dalla rapidità di Sansone), si trovano soli nel dover affrontare l’avversario mancando il raddoppio del compagno di centrocampo (data l’inferiorità numerica della propria mediana), ed esattamente in una porzione di campo in zona rifinitura laterale, si è creato l’uno contro uno di Sansone, che ha poi servito Soriano, in taglio, partito dalla parte opposta, che ha definitivamente chiuso una partita per nulla semplice.

Il Bologna la vittoria l’ha costruita sulle mezze spaziature alle spalle del centrocampo sardo: 23 conclusioni, di cui tante dal limite o appena entrati in area dimostrano quanto bene sia stata preparata e poi interpretata la partita dagli uomini di Sinisa.

I presupposti per la vittoria erano stati creati su altre giocate simili di Palacio, unitamente ad azioni già viste nel Bologna del nuovo corso, come quelle sull’asse Djks -Santander e su alcune ripartenze ben congeniate dal trio Palacio-Dzemaili-Orsolini, innescati quasi sempre alla perfezione da un Pulgar in gran spolvero (calciatore che ti accorgi di quanto sia importante quando manca…).

In mezzo, una partita abbastanza equilibrata, con un Cagliari per nulla remissivo, deciso a vendere cara la pelle, che ha pressato alto in virtù della predisposizione tattica del centrocampo a rombo (formato da Barella vertice alto molto dinamico e Bradaric, vertice basso, molto geometrico e strutturato) ed un Bologna più timoroso del solito all’inizio (riferito sempre alla gestione Mihajlovic), giustamente preoccupato, visto la posta in palio.

Allora ci vuole un rigore casuale ma assolutamente indiscutibile, arrivato da un cross di Orsolini sugli sviluppi di un corner battuto a due (a 2, scelta spesso criticata, ma variare serve, eccome) per sbloccare una partita che poteva incanalarsi sul pareggio, uno Skorupski decisivo insieme alla traversa (finalmente!) e una prestazione anche un po’ “sporca”, in certi frangenti, per venire a capo di un avversario ostico e ben sistemato in campo.

Prima volta in cui il Bologna ( gestione attuale si intende ) non finisce con il maggior possesso palla (46 a 54), ma nel concreto tira più del doppio rispetto agli avversari (23 a 9), mentre la pulizia del palleggio ( 74% e 76%), dimostra come le squadre hanno dato battaglia, preferendo la concretezza alla qualità.

In conclusione: col senno di poi, bravo Mihajlovic a non farsi ingolosire da cambi modulo solamente per la mancanza di risultati; quando il gioco non è premiato dal risultato, lo sconforto deve prendere eventualmente solo i tifosi, non chi fa questo di mestiere.
Insistere sulla qualità delle prestazioni non è mai un errore, mai!

Tosco madeinbo radio 1909


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