Il Tosco l’ha vista così: BFC-quelli là

Scritto dail 25 Febbraio 2019

Il Tosco l’ha vista così:

“l’irrazionalità di un qualcosa non è affatto una ragione contro la sua esistenza ma, piuttosto, una condizione di essa”.
Ho bisogno di Nietzsche per consolarmi, non c’è nulla di più irrazionale di ciò che sta accadendo al Bologna, che inanella una dietro l’altra prestazioni gagliarde, volitive, anche spettacolari, eppure non porta a casa quasi mai, quanto meritato.
E la cosa irrazionale appunto, è che se domenica prossima a Udine non si dovesse vincere, nelle cinque partite sotto la sua conduzione, Mihajlovic avrà fatto meno punti di quanti fatti da Inzaghi nelle stesse partite all’andata.

Ora, ditemi voi, se non c’è qualcosa di irragionevole in tutto ciò: come possono due allenatori che hanno fatto giocare un calcio così diverso, produrre risultati praticamente simili?
Vincendo in Friuli i punti sarebbero sette, una miseria in relazione alle prestazioni fornite, mentre i sei dell’andata, con gli occhi di oggi, ci appaiono arrivati così, come per caso.

Parlare di sfortuna non mi va e allora, cerco conforto nella filosofia: la sfiga si chiama irrazionale e l’irrazionale esiste e noi, tifosi rossoblu, ne abbiamo le prove!

Sull’aspetto tecnico tattico della partita non mi voglio dilungare troppo, non avendo voglia di allungare il brodo delle banalità lette e sentite nelle ultime ore; mi va di aggiungere solo una ulteriore riflessione: sono sempre stato convinto del fatto che le buone prestazioni portano poi ai risultati, ma è necessario che l’ambiente non si deprima e non cerchi per forza dei responsabili in negativo, quanto meno non ora.

Colpevolizzare sempre qualcuno, non porta da nessuna parte, l’irrazionale è lì a dimostrarcelo: domani potrebbero sbagliare e farci perdere delle partite alcuni insospettabili.
Una certa obiettività sarebbe condizione necessaria per rendere il dibattito e la conseguente analisi più credibile.

Un esempio?

Siamo sicuri che gli errori di Helander siano più gravi dei gol sbagliati da qualche metro, davanti a porte spalancate, commessi da Soriano a Roma o da Mbaye ieri?

Credete che nella lettura della partita, Mihajlovic abbia fatto il massimo per reagire al cambio tattico di Allegri che, accortosi del nostro fisiologico calo di intensità, togliendo un terzino ed inserendo Dybala, ha di fatto trasformato la Juve, che infatti, alla prima ripartenza, ci ha punito proprio dove ci mancava un uomo in chiusura?

Lungi da me incolpare il buon Sinisa, ma la riflessione dev’essere a 360 gradi: non si può ridurre sempre tutto nel trovare un colpevole e trasformare il restante in relativo.
Non a caso, il nostro allenatore, sempre molto lucido, in conferenza stampa assolve Helander dicendo che il problema era di chi, semmai, doveva marcare Dybala (Pulgar?).

Ecco, essendo il sottoscritto poco incline alla gogna (ho assolto Pippo, figuratevi se non posso perdonare Helander), possiamo andare oltre e far sì che qualcuno o qualcosa possa intercedere presso l’irrazionale magari già domenica ad Udine e che ci lasci almeno stare per un po’?
A perdere le partite eravamo già bravissimi da soli, non c’era bisogno di aggiungere anche l’illogico, l’irragionevole!
Se dovessimo continuare a giocar bene, deità del calcio intercedete per noi, altrimenti dalla prossima partita, che sia la metafisica a darci una risposta: almeno scopriremo il perché di tanta malvagità.

Tosco madeinbo radio 1909


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