Dalle stelle alle stalle, lo strano destino di Allegri.

Scritto dail 25 Febbraio 2019

Dalle stelle alle stalle, lo strano destino di Allegri.

Simpatico o meno, è innegabile che Massimiliano Allegri, per i risultati ottenuti da quando è alla guida della Juventus non è secondo a nessuno, eppure….
Eppure, l’ambiente bianconero, non lo ha mai visto di buon occhio: dal suo arrivo, improvviso e inaspettato, ha dovuto sempre lottare contro un iniziale ed inspiegabile pregiudizio.
Da mercoledì è ufficialmente un incapace, colpevole di aver perso contro una squadra che ha valori simili anche in termini puramente finanziari: 800 milioni il valore della rosa dei colchoneros, simile al loro, appunto.

Isterie queste, tipiche di un ambiente viziato, abituato solo a stravincere in Italia, seppur con meriti relativi, che non tiene conto del vantaggio con il quale partono ai nastri di partenza nella nostra serie A, data da una ripartizione dei diritti TV ridicola dalla quale, naturalmente, loro traggono il massimo dei proventi e dalle varie posizioni di rendita sulle quali invece lucrano da decenni, per la sudditanza psicologica e gli interessi collaterali conseguenziali a non inimicarsi il potere che rappresentano.

Quando trova situazioni di parità competitiva, anche la Juventus incappa, come naturale che sia, in qualche incidente di percorso, che manda in isteria un popolo, che mai come nello specifico, è di una ignoranza sportiva senza pari, non riconoscendo ciò che invece, noi comuni mortali ben sappiamo: la parità competitiva, il partire dallo zero a zero realmente.

In tutto questo florilegio di follia, l’unico che mantiene la barra dritta è proprio Allegri, che se ne infischia di tutto e mette sempre in campo squadre motivate e ben schierate, non snobbando mai gli avversari ed anzi, temendo le insidie che il calcio riserva.
Ha sempre dimostrato coi fatti, di prediligere un calcio redditizio anche se poco spettacolare, proprio perché non è un venditore di fumo e, purtroppo, non troveremo di fronte una squadra né svagata e disattenta né pigra di testa e di gambe.

Troveremo la solita Juve, attenta, concentrata e che sfrutterà ogni nostro minimo errore, e sarebbe stato così anche se avessero vinto in Champions League.
La differenza tra loro e le squadre che abbiamo incontrato ben figurando come Inter e Roma sta tutta lì: non ti snobbano, mai.
Non a caso, mediamente, negli ultimi anni la Juve le ha distanziate, quasi sempre, di una ventina di punti; un vero smacco per chi ha rose di quel livello.

E il merito è stato di Allegri, di chi altri sennò.

Cosa potrà fare il Bologna per portare a casa qualche punto?
E chi lo sa!
Ieri sui giornali tutti a dare consigli e a scrivere che bisognerebbe fare come l’Atletico Madrid per poi rimarcare che però il Bologna non è l’Atletico Madrid.
E come può una squadra imitarne un altra se è diversa?
Fiumi di inchiostro, spreco di carta e di voci per non dire niente, concetti di una banalità disarmante del tipo, ” Helander e Danilo non sono Godin e Gimenez”, sai che scoperta e che “Mihajlovic e Simeone hanno le stesse idee di calcio”, ma dove, ma quando, ma in che film….

Io invece, molto più immodestamente, vi consiglio di guardare questa partita con il giusto distacco, quello che si deve avere verso chi non è degno di sedere al tavolo in cui anche tu sei presente, sapendo che tanto il pranzo prima o poi finisce e l’ospite, che si sente come fosse il padrone di casa, da domenica prossima andrà a spadroneggiare altrove.

Tosco madeinbo radio 1909

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