Il gol del Bologna contro il Genoa: gol “posizionale”.

Scritto dail 14 Febbraio 2019

Il gol del Bologna contro il Genoa: gol “posizionale”.

20 passaggi e via andare

Quando ho tentato di spiegare nel mio articolo del post partita che il Bologna di Mihajlovic ha cambiato atteggiamento al di là dei pur importanti dati statistici, ho come avuto la sensazione di parlare a qualcuno che non mi stava capendo.

Allora provo a spiegarla diversamente: Skorupski Danilo Poli Skorupski Mbaye Edera Pulgar Palacio Pulgar Soriano Palacio Pulgar Poli Mattiello Soriano Mattiello Palacio Soriano Poli Destro, gol.
Questa è la sequenza di passaggi che portano alla rete di Destro partiti da Skorupski e che vengono effettuati tutti palla a terra, tranne il lancio conclusivo di Poli per Destro.

Il pallone viene toccato 3 volte da Poli, Pulgar, Palacio e Soriano, 2 volte da Skorupski e Mattiello, 1 volta da Danilo, Mbaye, Edera e Destro, senza che gli avversari lo abbiano mai intercettato (solo ad inizio azione, rischio di Mbaye contro Kouame, a destra, sotto la tribuna per intenderci).

Questo, come ho tentato di spiegare, si chiama gioco di posizione, dove è il pallone che va all’uomo e non il contrario: non si gioca palla nello spazio né si forzano degli uno contro uno, ma si cerca di sviluppare una trama palla a terra, con i calciatori che dopo aver scaricato il pallone vanno ad occupare spazi liberati da compagni (che hanno fatto contro-movimenti) oltre la linea del possesso, cercando sempre di mettersi in “posizione di luce”, oltre la pressione avversaria, dando così più linee di passaggio e più opzioni per chi è in dominio del pallone, quasi sempre in avanti o quanto meno in diagonale, raramente alla stessa altezza o all’indietro, se non all’inizio dell’azione.

L’asse centrale del campo è praticamente occupato da Pulgar-Soriano-Palacio, che si trovano per ben tre volte uno fronte all’altro (una sorta di trenino per capirci meglio), con Soriano che viene incontro al cileno, mentre Palacio offre linee di passaggio più in diagonale.
Si arriva così con tanti uomini a sovraccaricare la fascia sinistra e creare i presupposti per la giocata conclusiva.

Andate a riguardare dal minuto 15′ quando Skorupski entra in possesso del pallone, dopo il rinvio di Radu, intercettato di testa da Danilo proprio per il nostro portiere.
Da quel momento l’aspetto cognitivo diventa fondamentale: la calma con la quale ogni calciatore del Bologna cerca l’opzione migliore, è qualcosa di mai visto negli ultimi anni.

L’azione parte da sinistra ma non ci sono sbocchi allora, attraverso il portiere, si passa sul lato destro con Mbaye ed Edera, per poi svilupparsi nella zona mediana sull’asse Pulgar- Soriano- Palacio.
Il nostro numero 5 ha più di una scelta e infatti non perde palla: Soriano si fa trovare sempre oltre la linea del compagno con la palla appunto, in avanti prima e largo poi, mentre Palacio da appoggi in orizzontale.

Una volta superata la metà campo con quasi tutti gli effettivi, si cerca il lato forte mettendo abbondanza di uomini, si destabilizza la linea difensiva avversaria muovendo palla lungo-corto-sopra e si arriva così alla conclusione di Destro.

Esisteva anche l’opzione di allargare tutto a destra per Edera che si era smarcato in area (una sorta di quanto fa il Napoli con Insigne per Callejon), con un lungo-corto-largo, tanto per sottolineare appunto questo aspetto di discontinuità rispetto le ultime gestioni: forse è la volta buona che siamo passati da una squadra che guarda gli avversari giocare, ad una che parte per “fare gioco”.

Certo, che molto dipenderà dagli avversari, ma ad avercelo un gioco, sai mai che ogni tanto lo si tiri fuori…..

Tosco Madeinbo Radio 1909

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