Diventa ciò che sei! Cit.

Scritto dail 1 Gennaio 2019

Diventa ciò che sei! Cit.
Pindaro, è stato uno dei poeti cantori della Grecia
antica tra i più conosciuti, non fosse altro per
l’associazione con i famosi voli pindarici, ritenuti dai
più, voli della fantasia, utopici.
Niente di più sbagliato: Pindaro era un abile oratore
e i suoi voli, pindarici appunto, non erano altro che
digressioni, fantasiose certamente, ma che non
facevano perdere il filo del discorso al poeta stesso, il
quale con facilità, riusciva a riprendere il ragionamento
laddove lo aveva interrotto.
“Diventa ciò che sei”
, è una citazione che dimostra
ciò che di più pragmatico possa esistere, nulla di
“pindarico” insomma, come nell’accezione, ritenuta
erroneamente da tanti.
Una esortazione a non aspirare ad altro, a diventare la
persona che madre natura ti ha concesso, un corpo ed
una testa che non potrai cambiare a tuo piacimento
-quello sei e quello prima o poi diventeraiE tutto sto pippone col calcio cosa c’entra?
Probabilmente niente, ma forse vi ho fatto riflettere
qualche minuto su quello che i dirigenti e il proprietario
del Bologna, ci hanno raccontato in questi anni e che
non si è praticamente mai avverato, una sorta di volo
pindarico appunto, utile solo a distogliere l’attenzione
dalle insoddisafazioni del campo.
Chissà se adesso, Fenucci e soci, riusciranno a
riprendere il filo del discorso, altrimenti Saputo dovrà
fare come Pindaro, rientrare nel discorso appunto
interrotto da tempo.
Sognare non ci è dato, di tranvate ne abbiamo prese
tante dalla prima sanguinosa retrocessione del 1982.
L’Italia intera gioiva per la nazionale e noi, anche noi
in piazza a far finta di festeggiare, ma con gli occhi
ancora gonfi di lacrime, quelle di dolore, mica di gioia.
Di fatto quella retrocessione ci ha tolto dalla élite
del calcio italiano, delle sole quattro squadre che
non erano mai retrocesse, per divenire ciò che non
eravamo mai stati fino ad allora: una squadra di serie B,
macchia indelebile mai di fatto cancellata.
Da allora abbiamo conosciuto la serie C per 3
campionati, la serie B per 12, la serie A, tra una
presidenza virtuosa come quella di Gazzoni (truffato
dagli amici Della Valle e Agnelli in un ambiente marcio
e compromesso), altre molto meno ( in totale ad oggi
in 37 anni da quella maledetta retrocessione si sono
avvicendati 13 presidenti, un record purtroppo) per
21 campionati, con il tredicesimo posto come media
posizionamento finale con alcuni di essi a 18 squadre.
Tanti campionati di grandi sofferenze, pochi
purtroppo soddisfacenti.
La delusione derivante dalla nuova società è proprio
questa: siamo ancora ciò che siamo diventati, una
squadra da eterna lotta per la retrocessione o giù
di lì e non siamo tornati a ciò che eravamo, una di
quelle squadre che sai che ai nastri di partenza della
massima serie ci sarà sempre.
Riprendere il filo del discorso interrotto l’estate del
1982 sarebbe l’obiettivo di chi volesse veramente
riportare il Bologna a quella che era la sua dimensione.
Tutti, chi più chi meno,avevamo sperato con l’arrivo di
Saputo almeno in questo.
Il sottoscritto anche, non tanto di più, mi sarei
accontentato.
Ed essere qui, ancora a dover lottare per la salvezza è
la vera delusione di questa proprietà.
Quelle scelte impopolari che ci prospettò proprio la
sera della promozione in A, non avrei mai pensato
che ci portassero così in basso, diciamo che gli è
scappata la frizione.
Ripeto, lasciando da parte Pindaro, Saputo
ne è capace?
Ne ha l’intenzione, quella vera?
Riuscirà a cambiare marcia rifondando un assetto
societario che ha palesemente fallito?
Credo e spero di si.
Da persona ancora grata al canadese per averci
tenuto in vita, contrariamente ad altri, bolognesi
veri o d’adozione, che non riuscivano a fare delle
ricapitalizzazioni da cinquecentomila euro (l’ingaggio
netto di un Helander qualunque), credo e spero
che il presidente potrà riportarci all’antico status di
squadra di serie A, vera!
I dirigenti, che hanno mostrato limiti evidenti,
” leggessero” Pindaro, ne trarrebbero grande
giovamento.
Sarebbe loro d’aiuto almeno per comunicare meglio
e sarebbe già qualcosa.
Buon anno.
Tosco Madeinbo Radio 1909

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