Né chiacchiere né distintivo, Gattuso allenatore vero.

Scritto dail 18 Dicembre 2018

Né chiacchiere né distintivo, Gattuso allenatore vero.

Scrollarsi di dosso certe etichette è spesso difficile, a volte proprio impossibile e Rino Gattuso ne è uno classico esempio.
Dall’inizio della sua carriera di allenatore ha dovuto sempre combattere con il pregiudizio che il suo fosse un calcio tutto grinta e corsa quando poi, guardandoci bene, le sue squadre tentano e spesso riescono a fare un calcio propositivo, forse più di tanti strombazzati colleghi che, invece, godono di una reputazione di grandi allenatori perché qualche volta il carriera hanno azzeccato l’annata giusta.

Bene, il Milan di Gattuso pratica un calcio di palleggio da dietro, ne è dimostrazione la speciale statistica che vede i rossoneri come squadra più bassa nel recupero palla, davanti al solo Parma in questa particolare classifica.

Perché il mister del Milan ha deciso di giocare questo calcio?
Perché ha giocatori bravi nella risalita del campo palla al piede in spazi un po’ più ampi, e una volta innescati gli attaccanti in zona di conclusione, questi sono capaci di ottime giocate individuali -Suso e Higuain- di uno-due -Chalanoglu e ancora Hiuguain- o abili dentro l’area- Cutrone e il solito Higuain.

La fase difensiva risente di una certa vulnerabilità sugli esterni, Calabria, Rodriguez, Abate e Laxalt non rendono per quanto richiesto ad una squadra che dovrebbe agguantare una posizione in C.L, ma nella zona centrale possono contare su calciatori di sicuro valore come Romagnoli, Musacchio e Zapata.

I lunghi infortuni di Bonaventura, Biglia, Caldara e Conti hanno tolto validi elementi per avere sempre una rosa all’altezza del doppio impegno ed infatti hanno subito una eliminazione sanguinosa in E.L., proprio a causa delle poche rotazioni possibili.

Pensate che nell’ultimo mese Gattuso, ha di fatto schierato una difesa a tre con gli unici uomini che gli erano rimasti in salute, adattando al fianco di Zapata, Abate come centrale di destra (una volta era un esterno alto, poi basso e adesso a 32 anni vai a vedere che si inventa un nuovo ruolo….) e Rodriguez come centrale di sinistra ( un vero terzino, forse uno dei pochi ancora in circolazione).
A mio avviso questa duttilità di Gattuso è un altro punto di forza del mister rossonero, chissà che Milan vedremo al Dall’Ara?

Nel frattempo hanno recuperato dagli infortuni Romagnoli, Musacchio e Suso, per cui le rotazioni a disposizione del Milan si sono un po’ allungate e vedremo una squadra con una rosa molto forte e competitiva, contro la quale il nostro Bologna poco potrà.

Prenderli sul ritmo potrebbe essere l’ idea di partenza per indirizzare la partita su binari più fisici che tecnici,
lasciando stare il palleggio da dietro come nelle ultime uscite, Gattuso magari ce lo lascerebbe pure fare, forse lo spera pure, ma perdendo palla in zona di costruzione, verremmo castigati al primo errore.
Giocare invece ampi sui quinti di centrocampo, per obbligare gli esterni rossoneri ad allargarsi e lasciare la zona centrale per i rimorchi da dietro o le sovrapposizioni interne, cercando di sfruttare non solo Santander e Palacio in zona di conclusione ma anche gli inserimenti da dietro.
Cercare poi il recupero alto sui palloni lavorati in uscita dalla loro manovra, buona per tecnica ma lenta e piena di portatori di palla, poco inclini a farla viaggiare, quindi attivare marcature preventive per non far partire palla al piede Kessie e Bakayoko.
Facile no?

Tosco Madeinbo Radio 1909


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