Ritorno al futuro, ecco L’Atalanta.

Scritto dail 3 Novembre 2018

Ritorno al futuro, ecco    L’Atalanta.

Nonostante un inizio di campionato deludente  i bergamaschi non hanno mai dato l’idea di essere in reale difficoltà, tutt’altro.
Di occasioni ne hanno sempre create, non in abbondanza, ma con una certa regolarità e il gioco ormai codificato del Gasp, non ha mai tradito in terra orobica, ed infatti le ultime due vittorie, seppur contro squadre modeste, hanno ristabilito una classifica ancora un po’ deficitaria, ma già piu consona al valore della squadra del presidente Percassi.
L’estate un po’ travagliata per alcune incomprensioni tra mister e presidente appunto e la sfortunata eliminazione dalla partecipazione all’Europa League, non hanno intaccato un ambiente ancora molto carico e la squadra stessa sembra essere assolutamente concentrata nel seguire i dettami calcistici di Gasperini.
La forza della Dea nasce da una fase difensiva coraggiosa, quasi spavalda, in cui i tre difensori unitamente alla linea a quattro della mediana attuano marcature “quasi a uomo” (naturalmente nella zona di competenza), con la ricerca sistematica delle marcature preventive, degli accoppiamenti e dell’anticipo.
Questo permette loro di essere aggressivi a tutto campo, correndo il rischio “calcolato” di lasciare molto spazio alle spalle della linea difensiva.
Spazio che non viene colmato dal portiere in uscita (né Gollini né Berisha fanno di questo fondamentale una delle loro migliori caratteristiche), ma con il recupero dei difensori Masiello (assente per infortunio) Palomino e Toloi, particolarmente abili nelle chiusure in campo aperto (ricordate il Toloi impaurito e impacciato della gestione Reja  che giocò a Bologna nella nostra vittoria 3a0? Poi la cura Gasp, ed ecco uno dei migliori difensori del campionato….  gli allenatori contano eccome!).
Davanti possono variare l’assetto giocando col Papu dietro due punte larghe, Ilicic-Barrow, oppure col tridente, Zapata in mezzo, Ilicic a destra e il Papu a sinistra (Rigoni in alternativa ai due esterni).
La seconda soluzione probabilmente sarà quella che vedremo a Bologna, l’inserimento di Zapata è stato più lungo del previsto ma Barrow non ha ancora preso pieno possesso della titolarità e credo che il Gasp voglia andare sul sicuro lanciando definitivamente l’ex Doriano.
Zapata ha caratteristiche diverse dagli ultimi centravanti nerazzurri in quanto, sia Petagna che Cornelius, facevano un gioco da “pivot” attorno al quale ruotava l’attacco, Zapata invece  gradisce maggiormente vedere la porta e quindi Gasperini ha dovuto variare un po’ le giocate offensive, chiedendo al Papu e ad Ilicic di mettersi in proprio sfruttando i varchi che Zapata stesso apre nel tentativo di smarcarsi.
Inoltre anche in campo aperto il Colombiano riesce a farsi preferire a Barrow, per la capacità di portare il pallone che unitamente ad una buona visione periferica, gli permette di essere anche uomo- assist.
Le fasce hanno due padroni incontrastati, Hatebour a destra e Gosens a sinistra ( Adnan in alternativa), salvo rarissime eccezioni sono loro i titolari inamovibili, così come in mediana il tuttofare De Roon e il più verticale Freuler, garantiscono tanta copertura e un discreto palleggio, utile a recapitare i palloni ai giocatori sopra la linea.
La peculiarità dell’Atalanta sta nella capacità di far dettare i tempi agli attaccanti (sia Ilicic che Zapata si alternano al Papu in questa mansione), potendo così avere in mediana due recuperatori di palloni con poche responsabilità di regia e più lucidità nella fase di non possesso, portando così una immediata pressione sugli avversari nel momento di perdita del pallone, oltre alla capacità di tenere la squadra corta e alta in entrambi le fasi.

Un concentrato di fisicità, atletismo, tecnica, tattica difficile da trovare in altre squadre, così come il ritorno a marcature a “tuttocampo” che sanno di antico ma che in realtà sono assolutamente moderne, il calcio andrà in quella direzione (solo Juric fa altrettanto ma non riesce ad avere le intuizioni del Gasp). Sembra invece perdere consistenza l’alternativa del 3 5 2 con un interno di centrocampo che all’occorrenza fa il trequartista. Il primo anno del Gasp fu Kurtic, l’anno scorso Cristante, portarono risultati importanti in termini di prestazioni e gol, quest’anno sono stati provati durante i preliminari di Europa League Pasalic e Valzania con risultati alterni, mentre il giovane Pessina, classe 97 prelevato dallo Spezia, si è discretamente disimpegnato, ma non sembra in questo momento una opzione tra le preferite del mister bergamasco, che è   già passato, come spiegavo sopra, ad un altra Atalanta, ad un ritorno al futuro.

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