MERITIAMO DI PIÙ ?

Scritto dail 4 settembre 2018

MERITIAMO DI PIÙ ?

Titolava così uno striscione apparso l’anno scorso in curva, naturalmente senza il punto interrogativo, ma con quello esclamativo.
Mi chiedo, è proprio così?

Partiamo dall’inizio e cioè dal fatto che un tifoso dovrebbe essere un supporter, cioè supportare, sostenere, aiutare la squadra, soprattutto quando è in difficoltà, mentre dentro al nostro stadio, a parte il tifo organizzato, tanti mugugni, qualche fischio, molta indifferenza.

Abitudine alla sconfitta e arrabbiatura da troppe delusioni?
No cari, a me non la raccontate, c’è dell’altro, qualcosa di più bieco, ma non è l’argomento di questo post.

Dicevo, oggi c’è questa nuova figura del tifoso che si vero, allo stadio ci và, ma dal primo minuto critica tutto e tutti.
Poi, ancor peggio, c’è il tifoso ‘da social’, che allo stadio non ci và, non contribuisce per niente alle sorti della squadra, e trascorre il tempo a vomitare qualsiasi cosa che gli passa per la testa.
Paradossalmente, il tifoso divanato social, fa più opinione di quello che va allo stadio, perché in questa società malata, viene ‘considerato’ sostenitore, anche un disagiato mentale che scrive cazzate su Facebook.

Tifare, sostenere, supportare una squadra, una maglia, dei colori, una città, si fa in un altro modo, non così, così fanno gli altri, i gobbi, gli interisti e chi volete voi, che tifano squadre non della loro città.
Non possono identificarsi in un territorio, nelle tradizioni.
Un calabrese o un siciliano o un veneto che tifa Inter o Juve che valori porta dentro uno stadio?

Noi no, noi dovremo essere altro, sennò dove sta l’unicità del tifoso bolognese?

Per meritare di più però bisognerebbe dare di più!
Non bastano 13000 abbonati svogliati, ci vogliono 13000 e più innamorati di ciò che rappresenta la nostra squadra.

Tifare Bologna non è una passeggiata di salute, è un destino, è il nostro destino ed io, ad esempio, anche quando si perde, mi sento orgoglioso quanto e più di prima.
Non mi interesso del risultato per tifare e anzi mi sgolo di più per sostenere quando le cose vanno male.

Il Bologna non è solo una squadra di calcio, rappresenta un popolo, una comunità, un modo di vivere e di pensare!
Basterebbe questo per tifare e sostenerela anche se ‘siamo tristi’.

Tanto, troppo disfattismo, rispecchia ciò che sta diventando la nostra tifoseria, svogliata, spastata, ismita nel ricordo di un passato molto, troppo lontano, capace invece di insultare chi sta provando, magari anche sbagliando, di fare altro, di dare finalmente un respiro lungo, quello dell’autofinanziamento, unica via di sopravvivenza in un calcio che divora le realtà meno importanti.

Tutti quei ‘io l’avevo detto’, che si sentono ormai ovunque, fanno male più dei vaffanculo degli avversari allo stadio, perché detti da quelli che dovrebbero essere i tuoi compagni tifosi.
Tra l’altro non sono la soluzione a niente, una volta detto non ci si sente meglio, anzi.

Il tifoso vero (non ho paura di dare etichette, perché so di essere tale e sfido chiunque a provare il contrario) dovrebbe proprio in questi momenti, tirare fuori l’orgoglio e non astio gratuito.
Chi non lo fa, non merita niente.

Mentalità da Ultras?
Vero, e me ne vanto!
Quanto ho imparato dagli ultras, vera scuola di vita, di amicizia e senso di appartenenza.

Ribellatevi a ‘chi l’aveva detto’, e insegnategli senza paura a come tifare, a come sostenere una squadra, la VOSTRA squadra, sentitevi ‘ultras’ una volta nella vita.
Vi farà bene, vi farà sentire finalmente tifosi liberi dalle contingenze del momento, dal punto in più o in meno in classifica.
Riempire lo stadio per evitare le invasioni delle tifoserie avversarie e degli avversari che abbiamo tra i nostri, il famoso fuoco ‘poco amico’.

Se così non sarà,
MERITIAMO DI PIÙ UN CAZ!

Tosco Madeinbo Radio1909

Tagged as

Opinioni dei lettori
  1. Andrea   il   4 settembre 2018 alle 12:29

    Condivido ogni parola di una delle più belle disamina da quando fai radio……Non condivido molte delle posizioni ultras ma ne condivido il senso di appartenenza…..tifare Bologna non è una condanna ma un privilegio che solo chi è nato in curva Andrea Costa può capire…..tra quelli che fischiano e quelli che vanno via prima perché si perde i veri tifosi non sono più di 5/6000……E comunque ci sono anche molti di non ultras.

    • Tosco   il   4 settembre 2018 alle 16:23

      Ti ringrazio.
      Per me l’importante è essere stato capito.
      Nel momento del bisogno una famiglia una comunità deve fare quadrato, stare unita.
      Tosco

  2. Mauro   il   4 settembre 2018 alle 13:28

    È assolutamente vero quello che dici. Io nn guardo più trasmissioni tv perché sono sgodevoli e pronte solo ad attaccare tutto e tutti creando poi le considerazioni a cui fai riferimento. Sono un Tifoso abbonato e mi comporto da tale. Poi è ovvio che anche me rompe i maroni perdere. Avanti BGC

  3. Enrico   il   4 settembre 2018 alle 14:02

    Ciao Tosco. Partiamo dal fatto che ho 55 anni, per cui ho visto e vissuto quello che hai vissuto tu e tanti altri. La prima volta al Comunale fu per me una Domenica della primavera 71. Bologna Milan. Sotto di 2 gol vinciamo 3 a 2. In un tripudio di colori rossoblu ancora nei miei occhi. E nella mia memoria c’e’ ancora Bologna Cesena del 76. 5 a 3. E poi tante altre partite, belle, brutte, vittorie, sconfitte…Per me tifare Bologna vuol dire percorrere quasi 50 anni di vita con quei colori cuciti addosso e l’orgoglio di dire, fin dalle elementari, in mezzo a un nugolo di bambini juventini, milanisti, interisti eccetera, “IO TIFO BOLOGNA”. Significa ricordare mia madre che per me e mio padre prepara prima i tortellini per consentirci di arrivare allo stadio per tempo. Significa ricordare le note dell Acqua Cerelia mentre i ragazzi entrano in campo, con 2 dita di pelle d’oca addosso. Tutto passa. La maglia rimane. Il Bologna e’ una fede. Questa e’ la mia squadra. Questa la mia comunita’ in cui mi riconosco e a cui appartengo, a cui apparteniamo, soprattutto quando la pagnotta si fa dura.
    Enrico

  4. Filippo   il   4 settembre 2018 alle 15:56

    Il bello è che se vai nei forum rossoblù i “l’avevo detto” sono in orgasmo incontenibile. Come se dire OGNI ESTATE, da VENT’ANNI, che siamo da retrocessione, e per una volta avvicinarcisi, dia la patente da intenditore. Che poi, anche se sei un intenditore l’avevi detto:
    1. non me ne frega un cazzo
    2. non mi fa stare meglio, rimango lo stesso incazzato
    3. se sei così bravo vai e fa, invece che dire agli altri che non sono capaci.
    Bigon è un incapace e lo dicevi già a luglio? Bravo, fenomeno, tanto se invece i suoi acquisti esplodono col cavolo che vieni qua a chiedere scusa e a dire che ti sei sbagliato, anzi siamo tutti contenti e ci dimentichiamo. Facile così, si prevede lo scenario peggiore, e poi se ci si prende ci si vanta, altrimenti ci si accoda. Facile e vigliacco.

  5. Saiano   il   4 settembre 2018 alle 16:49

    Beh caro Tosco,
    Intanto vorrei capire cosa ci sia di bieco dietro chi critica:
    “No cari, a me non la raccontate, c’è dell’altro, qualcosa di più bieco, ma non è l’argomento di questo post.”
    Il tifoso critica, ha sempre criticato e criticherà sempre. Il 2 giugno 1996 ero allo stadio nei distinti. Come saprete tutti eravamo a una vittoria dalla serie A matematica e di fianco a me c’era uno che continuava ad insultare tutti. A metà secondo tempo, non ho resistito e sono salito in alto, son rimasto in piedi con mio padre fino al gol liberatorio di Bresciani che tutti ricordiamo. Siam sempre stati critici, lo sono tutti i tifosi magari chi più e chi meno, ma allo stadio si son sempre sentiti i “nomi” a tizio e a caio… non è una novità da “social”. Visto che segui il Bologna da secoli lo sai benissimo anche te.
    Poi spiegami come puoi definire il tifoso da social “che trascorre il tempo a vomitare qualsiasi cosa gli passa per la testa” oppure “disagiato mentale che scrive cazzate su Facebook”, la tifoseria, “svogliata, spastata, ismita nel ricordo di un passato molto, troppo lontano” e due righe dopo dire che il tifoso vero: “tirare fuori l’orgoglio e non astio gratuito”? Scusami cosa stai facendo con questo articolo? E, consentimi, non è mica la prima volta. Bene facciamo una cosa, son d’accordo, sosteniamo la squadra, perché è il simbolo della nostra città, facciamolo tutti, insieme. Diamo ancora una volta, ma non raccontiamoci le favole, non nascondiamo la testa sotto la sabbia facendo finta di non vedere le responsabilità di chi questa società la gestisce, del fallimento sportivo che son state queste stagioni.

    Se non è il tempo per i processi, magari anche affrettati alla terza di campionato, non raccontiamoci però nemmeno le favole del “abbiamo un futuro luminoso e splendente, vedrete”. Quel futuro che meritiamo tutti, continuando così non l’avremo e la colpa non è certo dei tifosi.

    Saluti
    Saiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnati con*


Continua a leggere

Radio1909 Live

Ostinati e Contrari

Current track
TITLE
ARTIST