Rimettiamo il calcio al centro della discussione.

Scritto dail 3 agosto 2018

Rimettiamo il calcio al centro della discussione.
Non solo il cambio di modulo, ma anche l’interpretazione dello stesso sono le vere novità della nuova gestione tecnica.
3-5-2 con buona alternanza tra l’ampiezza data dagli esterni e la capacità di smarcamento e ricezione in zona di rifinitura degli interni di centrocampo (la zona di rifinitura nel calcio moderno e quella a ridosso della linea mediana).
Più difficile, ed è normale per tante squadre “nuove”, arrivare alla conclusione.
L’inserimento di due pedine come Falcinelli e Santander e la poca freschezza nelle gambe, tipico in questo periodo, non possono far pendere l’analisi verso la preoccupazione di non essere pericolosi in zona gol per tutta la stagione.
Spiegando meglio il concetto mi viene logico sottolineare come, in zona di conclusione, siano determinanti, stante le marcature più strette e la maggiore presenza di avversari, freschezza atletica e intesa fra uomini.
Queste non si comprano al mercato ma si insegnano e ci si lavora sopra quotidianamente.
La fase difensiva tranne in qualche singolo ancora un po’ indietro, sembra invece aver trovato già le giuste distanze tra reparti, i giusti interscambi tra i singoli, manca forse ancora un po’ di compattezza, anche questa allenabile.
La qualità già emersa nelle ultime due amichevoli, quelle più serie diciamo così, è quella della intensità per quasi tutti i 90 minuti e di una discreta dote di palle, coglioni per intenderci, caratteristica importante se non basilare nel calcio.
L’amichevole di domani contro il Norimberga servirà oltre che a mettere minuti nelle gambe anche per affinare automatismi e schemi.
Nessun isterismo da mancata prestazione ma valutazione precisa dei difetti e dei pregi sono le peculiarità di chi deve fare analisi e scelte.
In questo dobbiamo sperare, nella capacita dello staff tecnico di  riuscire a trovare la quadra perché questa rosa, a mio avviso, da sufficienti garanzie per un campionato tranquillo.
Gli allenatori contano più dei giocatori, questo non me lo toglie dalla testa nessuno.
Basta pensare al perché le grandi squadre, imbottite di campioni, di grandi giocatori, ingaggiano allenatori da 10 milioni di euro.
Se contassero solo i giocatori allenerebbero i presidenti o no ?
Tosco Madeinbo Radio 1909
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